Ieri sera si andava in macchina con il Funky ad una cena , quando ad un certo punto gli dico: “Dai metti un po’ di musica ché se no non ci passa un cazzo!”.
Messo il frontalino della radio parte “Dangerous” di Michael Jackson, un album bellissimo che ha fatto pensare che forse, anche se in ritardo, era d’obbligo un tributo a Michael Jackson.
Facendo due o tre (mila) ricerche sul tubo ho pescato questa chicca che riguarda un carcere filippino in cui più di 1000 detenuti hanno riprodotto il video di Thriller.
Prospero: Quella croce che porti al collo… è solo un ornamento, o sei davvero credente? Francesca: Sì, io credo. Profondamente. Prospero: Allora voglio che ti togli subito quell’oggetto di dosso! Non voglio vederti più con quella croce in questo castello! Sai come è addestrato un falco? Gli occhi vengono cuciti. Temporaneamente senza vista, la creatura subisce i capricci del suo dio, con pazienza, fino a che la volontà non esiste più. Allora la creatura impara a servire. Proprio come il tuo dio ti ha insegnato, accecandoti con croci. Francesca: Tu vuoi che io mi tolga la croce, perché ha offeso… Prospero: Non ha offeso nessuno. No. È solo che mi sembra sconveniente indossare il simbolo di qualcosa che non esiste. Francesca: Io credo nel suo amore. Prospero: Amore! Guardati attorno. L’amore è per i creduloni come te. Non esiste nessun dio. Esistiamo noi.
Anche se continuo a non capire chi sia Patrizia, comincio a farmi un’idea di quale sia il background di riferimento.
Ad esempio: Luca Cordero di Montezemolo emula Obama e lancia uno think tank sulla rete, per creare un nuovo movimento di consapevolezza politica, al di fuori dei partiti.
L’Italia, però, non è USA, ma al limite GETTA. Infatti, in Italia, per avere successo sulla rete, devi comunque erodere i monopoli televisivi.
E qui entra in gioco Patrizia.
Non dico che Montezemolo sia il mandante di questo sex gate para-golpista.
Dico che il mandante, chiunque sia, ha coordinato in modo hegeliano i tempi delle due azioni.
La tesi (Berlusconi), l’antitesi (Patrizia), la sintesi (Montezemolo).
Può uno think tank nazionale nascere spontaneamente?
No. Non può.
Può essere solo guidato da stakeholder.
Però l’opportunità è ghiotta: la new intelligence chiede alla rete di pensare e promuovere nuovi modelli sociali.
Io, quindi, regalerò un’idea.
Ma, nel farlo, consiglio a chiunque voglia regalare la propria di diffonderla soprattutto con mezzi propri (blog, social media, etc.), per conservarne intatto il principio attivo e non delegare il proprio pensiero.
Con quelle facce un po’ così, che abbiamo noi, dopo aver visto Genova.
Genova, durante il Genova Pride 2009.
Sì, quelle facce che abbiamo noi.
Noi etero, curiosi di capire come la libertà si lasci osservare, in un’esplosione estetica di inusuale freschezza.
Noi che, avversi al terrorismo, dovremmo prendere esempio dai maestri della pace, che nell’affermazione più forte dei propri diritti regalano sorrisi e speranza.
In un mondo dove la crisi mangia la vita, c’è chi, nonostante sia bandito e costretto a prostituirsi da un contesto che lo rifiuta, riesce a rendere bello il proprio disagio.
Noi, che di comunicazione cerchiamo di vivere, impariamo una grande cosa: la curiosità è la base di tutto.
Il pregiudizio è solo un ingombro.
Quando dovete inviare al vostro grafico un documento, assicuratevi che sia fatto con una qualsiasi delle applicazioni di Microsoft Office. Versione Windows, se possibile.
Se dovete consegnare immagini, avrete più successo nel farli impazzire se, invece di semplicemente inviare un file JPG, incorporate l’immagine dentro ad un documento Microsoft Office, tipo Word o Powerpoint. Meglio ancora se dopo una serie di Copia e Incolla tra diversi documenti Office.
Non dimenticate di abbassare la risoluzione delle vostre immagini a 72 dpi, di modo che vi debbano ricontattare per chiederne una versione in alta risoluzione. Non mancate di obiettare alla loro richiesta di un file più grande, con la frase “Ma a video lo vedo benissimo“.Quando gli manderete la versione “a più alta risoluzione”, assicuratevi che le dimensioni siano almeno al 50% di quelle effettivamente necessarie.
2 – E-mail
Se state usando l’e-mail, per inviare le immagini, scordate di allegarle almeno una volta ogni tanto, attendendo la risposta del grafico, prima di reinviarle.
E se il grafico insiste perchè gli mandiate l’immagine alla massima risoluzione che avete, abbiate cura di prendere l’intera cartella di immagini RAW e, senza comprimerle con programmi perditempo tipo WinZIP o WinRAR, allegatele ad una mail. Al massimo su due, ma allegando sempre la stessa serie di immagini della prima e-mail.
3 – Font
Quando il grafico vi propone un font qualsiasi, come carattere principale, chiedete l’Helvetica. Se il grafico sceglie l’Helvetica, chiedete di usare l’Arial. Se sceglie l’Arial, chiedete il Comic Sans. Se sceglie il Comic Sans, è già a metà strada verso la pazzia, quindi il vostro lavoro è già ben avviato.
4 – Sfruttiamo gli spazi
I grafici tendono a lasciare spazi bianchi, inutilizzati, ovunque. Margini enormi, ampi spazi tra le lettere e tra le parole …
Vi diranno che lo fanno per aumentare la leggibilità, e che così il tutto avrà un look professionale e pulito.
Non credete a queste bugie. La vera ragione per cui lo fanno è per rendere il documento più grande, con più pagine, in modo che vi costi di più al momento di stamparlo. Perchè lo fanno? Perchè vi odiano, è chiaro.
Assicuratevi quindi di richiedere espressamente di mettere margini minimi ed il testo molto piccolo. Suggerisco anche di chiedere l’uso di molti tipi di font diversi. Richiedete espressamente che si usino delle clipart a corredo del testo. Chiedete molte figure (se non sapete come inviargliele, riferitevi al punto #1). Cercheranno di protestare e difenderanno le loro scelte ma non preoccupatevi, alla fine il cliente ha sempre ragione e accontenteranno tutte le vostre richieste.
Il guerrilla marketing del loro ultimo disco, che è stato denotato da un’ingente serie di graffiti, ha acceso rimostranze a Sidney, dove le autorità hanno palesato la mancanza delle necessarie autorizzazioni per affrescare i palazzi.
Sarebbe bello pensare che la band, insieme alla coppia creativa di riferimento, stesse girando il mondo graffitando muri senza permessi.
Sarebbe addirittura più divertente, per loro, che fare estenuanti concerti.
Ma nulla si fa senza permesso.
Neanche la guerriglia.
E perché proprio adesso?
Mi volete far credere che le pulsioni sessuali esplodano tutte insieme, dopo quindici anni di vita politica?
Che cosa indurrebbe oggi il nostro premier a compromettere la propria credibilità a botte di festini e sesso mercantile?
Quando è sceso in campo, nel ‘94, era forse un putto asessuato con la sola missione di riportare la/le libertà in Italia?
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Chi hai fatto incazzare, piccolo statista? Perché la cosa che mi inquieta non è che tu sparisca dalla scena.
Anzi.
Chiedo solo di sapere chi ti sta rimuovendo in modo tanto smaccato. E perché.
Di recente hai parlato di eversione.
Tu non mi piaci, non lo nascondo.
Ma i golpe mi piacciono ancora meno.
Quello che segue è un articolo, apparso su DNews, 05.06.2009, di tali E. Mastromatteo e C. Manara.
Leggi e presta particolare attenzione alle evidenziazioni.
Rifletti.
E. Mastromatteo e C. Manara sanno che:
1. l’operazione è stata pianificata a tavolino;
2. l’op. ha la raccomandazione (tra virgolette) di Usamah bin Muhammad bin `Awad bin Ladin;
3. i terroristi erano pronti a far saltare etc.;
4. lo zaino è stato lasciato dai terroristi;
5. le quantità, grosse, di esplosivo sarebbero state lasciate dagli stessi terroristi;
6. i terroristi, un tempo parte del gruppo salafita per la predicazione e il combattimento, sono “poi” confluiti in Al-Qa’idah;
etc.
E. Mastromatteo e C. Manara conoscono anche l’indirizzo email di Usamah bin Muhammad bin `Awad bin Ladin.
Ti do un euro se sai dirmi l’indirizzo email di Usamah bin Muhammad bin `Awad bin Ladin.
La Posizione Mastromatteo-Manara è virale. Sei perduto?
Un lettore attento concluderebbe che E. Mastromatteo e C. Manara sono terroristi, perché sanno cose che un agente dell’intelligence arriva a sapere con molta difficoltà, dopo un lavoro lungo e faticoso, ammesso che arrivi a saperle e non se le inventi anche lui.
E. Mastromatteo e C. Manara sono terroristi, perché quello che scrivono è letto da molti, i terrorizzati.