Dissentiamo. È tanto tempo che non lo facciamo.
La crisi non c’è, dicono alcuni. E perdono punti.
In Italia vince chi dice che la crisi c’è. E vince forte se, nel dirlo, butta giù un paio di bestemmie contro chi non la risolve.
Vince il dissenso. Comunque.
Il dissenso di una certa opposizione, che può permettersi di comunicare, letteralmente, a cazzo di cane (clicca per capire), per vincere comunque.
Ma sopratutto il dissenso di chi dissente contro se stesso.

Perché se lo può permettere.
Perché chi è incazzato non lo è contro qualcuno, ma contro chi non è incazzato.
Berlusconi viene sottomesso dalla Lega perché i leghisti si indispettiscono del suo sorriso.
Franceschini dissente da Berlusconi. Ma Di Pietro metadissente, perché dissente da Franceschini.
Quindi vince. Anche a cazzo di cane.
E Pannella?
Dissente in modo sbagliato.
Riducendosi alla fame.
Quello ormai lo fanno tutti, con o senza dissenso.
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