LIBIA, IMPRESA, IDEOLOGIA

By gruppopigreco

Berlusconi_Fini

Da una parte hai l’ideologia.

Due ore di ritardo senza avvisare il presidente della Camera non si possono tollerare.

E il presidente se ne va.

Se ne va, perché non ne può più, perché ha finito il Maalox, perché Almirante gli appare in sogno e gli dice “A Tripoli non saremmo mai andati sapendo che sarebbe finita così, in burletta!”.

Perché la dignità delle nostre istituzioni va difesa. E in fondo, il presidente ha ragione.

Con tutti i partigiani che hanno scritto la Costituzione, l’unico a difenderla dalla strage di questa sortita libica è proprio lui, che contro quei partigiani si scagliava, pensando alla Salò che gli avevano raccontato i propri mentori.

E poi, onore allo statista, in questo momento di vuoto ideologico la sua pensata è stata un colpo d’ala: mi gioco la partita dell’orgoglio nazionale, del quale sono esperto autorevole, e prendo punti sul lassismo di quell’altro, piccolino e puttaniere, ai minimi storici in quanto a istituzionalità. La destra può tornare ad essere mia.

Dall’altra parte hai l’impresa.

Nessuno sa che cosa sia l’impresa. Guardando la parola in-prendere, oggi il baricentro dei lavoratori è focalizzato sul prendere, inutile dire dove.

Ma l’impresa è un valore in un paese in cui l’ideologia è un ricordo.

Un tempo i marchi più belli erano quelli dei partiti. Perché avevano un contenuto. Oggi restano solo i marchi delle aziende.

E quell’altro, piccolino e puttaniere, lo sa.

Perché in-prende da una vita. Perché non è solo piccolino e puttaniere.

E, soprattutto, perché ha un culo smisurato.

Il giorno dopo l’attacco dell’ideologo, lui si trova posato sulla passerella dei giovani confindustriali.

Quale occasione migliore per dire: ma quale ideologia. Io quello lo tratto come un cliente un po’ originale. Anzi, già che sono qui vi insegno come si fa a fare business. Perché se sollazzi un cliente non ti molla per tutta la vita.

Il piccolino era appena arrivato al congresso che già l’ideologo ripiegava il tricolore, imprecando contro la propria sfiga.

Si dice che la destra non sa che cosa fa la sinistra.

Ed è vero. Piccolini oppure ideologi, qui il paese è conteso a destra.

E la sinistra guarda.

Non sapendo per quale nemico fare il tifo.

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