Berlusconi fa rima con cenoni, non meno di quanto Marrazzo faccia rima con sollazzo.
Questo almeno ci raccontano coloro che edificano l’eterno bilanciamento fra destra e sinistra, fra NAR e brigate, fra doccia e foiba.
A sinistra sale imbarazzo (che fa rima ugualmente).
Come fare? Non possiamo censurare un valido amministratore regionale.
Ma come fare a fargli scudo proprio in questo momento? Proprio nell’apice dell’iperbole familiarista, buonista, in cui la misura sessuale contro il permissivismo diventa un valore della sinistra.
Imbar-sollazzo, in quanto valente amministratore, di certo non si dimette. Né può reggere la situazione con indifferenza. Non è Lapo.
Fosse almeno andato normalmente a puttane.
No. A trans.
Ora disconoscerlo significherebbe essere omofobi. Significherebbe reintegrare la Binetti. Non sarebbe Democratico, nell’accezione contemporanea, con la D maiuscola.
Io, piccolo cittadino, guardo il passato.
Il PCI ha fatto fuori Pasolini, la più grande speranza intellettuale del socialismo moderno, per quello stesso difettino.
Davanti a questo, penso con malizia di poter sopravvivere senza sollazzo, imbarazzo e quant’altro faccia rima con -azzo.















