Archivio per la categoria ‘funky social forum’

DA PASOLINI A MARRAZZO

26 Ottobre 2009,

Berlusconi fa rima con cenoni, non meno di quanto Marrazzo faccia rima con sollazzo.

Questo almeno ci raccontano coloro che edificano l’eterno bilanciamento fra destra e sinistra, fra NAR e brigate, fra doccia e foiba.

A sinistra sale imbarazzo (che fa rima ugualmente).

Come fare? Non possiamo censurare un valido amministratore regionale.

Ma come fare a fargli scudo proprio in questo momento? Proprio nell’apice dell’iperbole familiarista, buonista, in cui la misura sessuale contro il permissivismo diventa un valore della sinistra.

Imbar-sollazzo, in quanto valente amministratore, di certo non si dimette. Né può reggere la situazione con indifferenza. Non è Lapo.

Fosse almeno andato normalmente a puttane.
No. A trans.

Ora disconoscerlo significherebbe essere omofobi. Significherebbe reintegrare la Binetti. Non sarebbe Democratico, nell’accezione contemporanea, con la D maiuscola.

Io, piccolo cittadino, guardo il passato.

Il PCI ha fatto fuori Pasolini, la più grande speranza intellettuale del socialismo moderno, per quello stesso difettino.
Davanti a questo, penso con malizia di poter sopravvivere senza sollazzo, imbarazzo e quant’altro faccia rima con -azzo.

0. BASTA FACCE

23 Settembre 2009,

Sei una faccia. Pallida e lacrimevole sull’altare del sacrificio.
Sei uno e nominabile. Differente dagli altri e quindi confrontabile con loro in termini di rendimento.

Poiché, tuttavia, la giustizia trascende l’uno e l’altro, nel carnaio in cui vivi è la gerarchia aziendale che impone a te, all’uno e all’altro che cosa è giusto e che cosa no.

Così continui a piangere, ti sdrai sull’altare e ti senti in colpa.

Oppure, dimentichi la tua faccia, quella dell’uno e quella dell’altro.

Ti liberi della tua identità individuale e nel carnaio dai voce a un’altra identità.

Che è tua, dell’uno e dell’altro e non è nessuno di voi.

È l’insieme. Autoconsapevole.
Con la sua giustizia, diversa da quella aziendale.

Basta facce.
La faccia non ha giustizia.

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GOOD SPENDING HABITS

14 Settembre 2009,

The federal government is sending each of us a $600 rebate.

If we spend that money at Wal-Mart, the money goes to China.
If we spend it on gasoline it goes to the Arabs.
If we buy a computer/Software it will go to India.
If we purchase fruit and vegetables it will go to Mexico, Honduras and Guatemala.
If we purchase a good car it will go to Germany.
If we purchase useless crap it will go to Taiwan and none of it will help the American economy.

The only way to keep that money here at home is to spend it on prostitutes and beer, since these are the only products still produced in US.

I’ve been doing my part .

Marc Faber

IL SILENZIO È MAFIA

9 Settembre 2009,

Che cos’è la mafia?

Potremmo dirlo in tanti modi, ma avremmo in ogni caso bisogno di un denominatore comune.

Potremmo allora azzardare una definizione:
la mafia è tutto quello che nella società stagna nell’insieme del “non detto”.

La mafia è prima di tutto una forma mentis, potenzialmente radicata nella testa di ogni uomo e strettamente legata alla dimensione del lavoro.
La mafia attecchisce dove non c’è lavoro, dando lavoro e pretendendo silenzio.

I giovani di Pino Puglisi erano figli di persone che provavano paura. Ma non solo paura della morte.
Anche, e soprattutto, paura della vita. Della vita senza lavoro.
Per questo motivo stavano in silenzio. Per questo motivo educavano i figli al silenzio.

La mafia prolifera perché non dice, perché educa a non dire, perché incancrenisce il germe del cambiamento.

La mafia, se questa definizione è corretta, è ovunque.
È nel lavoro di chiunque, da nord a sud.

È nel lavoro dei giovani precari, sfruttati e vessati, che sono stati educati a non dire, a non esprimere dissenso, a provare senso di colpa nei confronti della rivendicazione dei propri diritti.

In particolare, nel mondo dei creativi, una classe di giovani, che porta in sé l’embrione dell’innovazione dei linguaggi, è ridotta al silenzio omertoso.
Giovani comunicatori ridotti al paradosso della non-comunicazione.

Tertium non datur.
Smettere di essere creativi.
O smettere di essere mafiosi.

Dedicato a tutti i giovani che stanno entrando nel mondo del lavoro.

IN & OUT

4 Settembre 2009,

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HO SCELTO

31 Agosto 2009,

Ho scelto un pedofilo (sapendo che lo era), per farmi da baby sitter.

Ho scelto un eunuco, per farmi da baritono.

Ho scelto un marchese, per farmi da compagno.

Ho scelto un compagno, per farmi da padrone.

Ho scelto una suora, una shampista, due o tre vicine pensionate, pregandole di farsi i cazzi propri.

Ho scelto un morto, chiedendogli di farmi da portavoce.

Ho scelto un coprofago come sommelier.
Ha smesso con la coprofagia: l’ho portato a vedere il Genoa.

Ho scelto un antibiotico per guarire da un fungo,  dopo il  cortisone, per sgonfiarmi un po’.

Ho scelto tutte queste cose, consapevolmente, e tutti sanno quanto le ho pagate!

Però mi dissocio da tutto ciò che hanno provocato.

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IMPREVISTO

29 Luglio 2009,

L’imprevisto è alle porte.
Non voltate le spalle all’imprevisto.
Non esiste mai un piano perfetto, nemmeno quando sembra tale.

Non bisogna fare facce stranite quando la merda si presenta, puntuale, alla porta.
Bisogna pugnare e serrare i ranghi.
All’erta!

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CHE COSA HO FATTO OGGI

16 Luglio 2009,

Mi sono alzato. Colazione, vestito e sono sceso in strada.
Mi capita davanti, di primo mattino, un marocchino.
L’ho pestato a sangue.

Ma nel farlo ero perplesso, tant’è che nessuno si è sognato di dirmi niente.

Fatto questo, ho scritto una memoria epistolare indirizzata a tutte le sezioni milanesi della Lega Nord e, più in generale, di tutti i gruppi di estrema destra extraparlamentare.

Una lettera in cui ho raccomandato cautela, perché il diverso non va discriminato irrazionalmente.
Va bene osteggiare i negri, o considerare la clandestinità un reato, ma non con quella leggerezza che contaddistingue il tifo da stadio.

Bisogna farlo con sobrietà, malcelata sofferenza e, perché no, una punta di timor di Dio.

L’importante, nella vita, è essere perplessi.
Perché se aderisco ad un sistema razzista, ma mi distacco dalla sua propaganda con prolisse esternazioni di perplessità, il popolo non attribuirà mai a me una responsabilità diretta.

Se firmo una legge, tanto per fare un esempio, l’importante è che poi io scriva lunghe raccomandazioni a chi l’ha proposta.
L’importante è la coscienza con cui sono incostituzionale.
O meglio, l’importante è che gli altri pensino che non sia colpa mia, anche se c’è la mia firma.

Perché non si può non essere razzisti in Italia.
Bisogna però essere prudenti.


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CERTE IMPRESE

13 Luglio 2009,

Rifletti, nel mezzo delle tue imprese, su quanto tu ti sia realizzato.
E se servano a qualcosa.

COMINCIO A CAPIRE

3 Luglio 2009,

Anche se continuo a non capire chi sia Patrizia, comincio a farmi un’idea di quale sia il background di riferimento.

Ad esempio: Luca Cordero di Montezemolo emula Obama e lancia uno think tank sulla rete, per creare un nuovo movimento di consapevolezza politica, al di fuori dei partiti.

L’Italia, però, non è USA, ma al limite GETTA. Infatti, in Italia, per avere successo sulla rete, devi comunque erodere i monopoli televisivi.
E qui entra in gioco Patrizia.

Non dico che Montezemolo sia il mandante di questo sex gate para-golpista.
Dico che il mandante, chiunque sia, ha coordinato in modo hegeliano i tempi delle due azioni.
La tesi (Berlusconi), l’antitesi (Patrizia), la sintesi (Montezemolo).

Può uno think tank nazionale nascere spontaneamente?

No. Non può.
Può essere solo guidato da stakeholder.

Però l’opportunità è ghiotta: la new intelligence chiede alla rete di pensare e promuovere nuovi modelli sociali.

Io, quindi, regalerò un’idea.
Ma, nel farlo, consiglio a chiunque voglia regalare la propria di diffonderla soprattutto con mezzi propri (blog, social media, etc.), per conservarne intatto il principio attivo e non delegare il proprio pensiero.

Perché delegare in rete è un ossimoro.

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